Il Vicepresidente Massimiliano Santoli ha partecipato ieri a Roma, al Centro Congressi di Confindustria, alla presentazione del Rapporto OICE 2026 sulla meeting industry italiana, promosso da Federcongressi&eventi e realizzato da ASERI (Università Cattolica del Sacro Cuore). Nel panel “Scenari e prospettive”, moderato dal giornalista Andrea Pancani, Santoli ha portato il punto di vista del Mezzogiorno con un intervento incentrato su tre temi: la qualità dell’offerta imprenditoriale, il ruolo delle istituzioni e la necessità di investimenti in sedi e infrastrutture congressuali.
Santoli ha ricordato che dal 2022 il Sud cresce più delle altre aree del Paese, sottolineando come non si tratti di chiedere valorizzazione dall’esterno, ma di creare le condizioni per generarla autonomamente, attraverso formazione, trasparenza e qualità del lavoro. Ha aggiunto che l’attrattività di un territorio non si decide a tavolino, ma si costruisce insieme tra imprese e istituzioni.
Riferendosi all’esperienza dei clienti che scelgono la Campania, ha osservato che il Sud convince al primo contatto ma fatica a confermarsi quando il cliente torna con numeri più grandi, per mancanza di sedi adeguate. Per questo ha indicato gli investimenti in infrastrutture come la sfida decisiva per il settore.
Confindustria Caserta segue con attenzione questi temi, considerando la meeting industry un settore con margini di crescita per il territorio.
